Biografia completa

Stefano Calvagna nasce a Roma il 21/09/1970.

Inizia il suo percorso artistico partendo alla volta degli Stati Uniti: si forma prima all’Actor Studios di New York e successivamente alla UCLA di Los Angeles, dove studia regia per poi dirigere, a soli 24 anni, una delle serie televisive più viste al mondo: “Beverly Hills 90210”.

Al suo ritorno in Italia, è prima alla regia di alcuni episodi della serie TV “Vivere e, successivamente, a soli 27 anni, dirige la sua opera prima “Senza paura”, grazie alla quale il grande critico cinematografico Gian Luigi Rondi, definisce Calvagna il “Quentin Tarantino italiano”. Il film riceve il Premio De Sica al Festival di Salerno nel 2000 e il Premio della Sezione Giovani al Festival Australiano nel 2001.

Calvagna riceve consensi anche come attore, per la fiction “Soldati di pace” di Claudio Bonivento, dove è protagonista insieme a Giorgio Pasotti. In seguito, gira come attore “Vite a perdere” prima serie tv ispirata alla banda della Magliana.

Interpreta inoltre altre fiction Rai di successo come “Senza confini” di Fabrizio Costa, dove è co-protagonista accanto a Sebastiano Somma; “La omicidi”; “Storie di Guerra e di amicizia” con Massimo Ranieri.

Calvagna prosegue poi la sua carriera di regista: scrive e dirige oltre 20 opere.

Nel 2005, torna infatti alla regia con “L’uomo spezzato”, opera che vince come Miglior film al Telesia Film Festival 2006 e la Fibula d’Oro a Lucca.

Nel 2007 è di nuovo alla regia di tre lungometraggi. Il primo è “E guardo il mondo da un oblò”, commedia con la quale il regista vince la sesta edizione del Monte-Carlo Film Festival de la Comédie di Ezio Greggio. Successivamente è la volta de “Il lupo”, ispirato alla vita di Luciano Liboni. Il film approda negli Stati Uniti con il titolo “The Wolf” e Calvagna vince la seconda Fibula d’Oro, come migliore attore non protagonista.

Il terzo film, uscito poi nelle sale nel 2007, è “Il peso dell’aria”, lungometraggio drammatico premiato prima all’ Hollywood Film Festival di Capri da Steven Zaillian (premio Oscar per la sceneggiatura di “Schindler’s List”) per la miglior regia e poi, nel 2008, al Grauman’s Chinese Theatre di Los Angeles. Calvagna riceve anche con quest’opera la Fibula d’Oro come miglior attore protagonista.

Nel 2011 pubblica il libro “Cronaca di un assurdo normale”, dal quale viene poi tratto l’omonimo film, diretto da Calvagna, che sarà presentato alla 68ª Mostra del Cinema di Venezia e, con il titolo statunitense “Bad Times”, al Sunshine Cinema di New York.

Nel 2014 gira il lungometraggio “Non escludo il ritorno”, dedicato agli ultimi anni di vita dell’amico Franco Califano, che sarà proiettato al Festival di Cannes 2015.

L’anno successivo, dirige due film: “Si vis pacem para bellum”, che ha ricevuto il marchio “Oro Invisibile” al 18° Festival Internazionale “Inventa un Film” di Lenola 2016 e “Un nuovo giorno”, proiettato al Festival di Cannes 2016 e al Thailand International Destination Film Festival di Bangkok 2016.

Nello stesso anno, scrive e dirige il film “La fuga” e fonda la società di produzione cinematografica internazionale “Calvagna LTD”.